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Aerofotogrammetria

L’approccio alla realizzazione dei rilievi aerofotogrammetrici, con i droni, si basa su principi metodologici semplici, ma indispensabili:

  • pianificazione del volo;
  • definizione della missione;
  • rilievo topografico dei GCP (Ground Control Point);
  • acquisizione dei dati (foto aeree digitali);
  • elaborazione e restituzione dei dati.

L’elaborazione e la restituzione delle immagini avviene utilizzando procedure automatiche o semi-automatiche, basate sulle tecniche dell’analisi e della produzione di immagini digitali. Il primo passaggio consiste nell’individuazione di punti omologhi su due immagini successive o di strisciate adiacenti che rappresentano lo stesso oggetto da due diversi punti di vista e, pur non essendo identiche, presentano forti correlazioni (image matching).

In virtù di questo procedimento si realizza una concatenazione che può essere trattata con una procedura di triangolazione aerea, senza bisogno di eseguire l’orientamento assoluto di ciascuna coppia d’immagini, riducendo così il numero di punti d’appoggio necessari.

Attraverso queste procedure automatiche e semi-automatiche è possibile ottenere:

  • l’orientamento esterno delle immagini e il loro allineamento;
  • la generazione di nuvole del Dense Cloud;
  • la generazione della mesh: insieme di vertici, spigoli e facce che definiscono la forma di un oggetto poliedrico;
  • la generazione della texture: immagini bidimensionali che vengono applicate ad un qualsiasi oggetto in 3 dimensioni per aggiungergli dettagli e renderlo più realistico;

L’export di:

  • Points cloud: nuvola tridimensionale;
  • Ortofoto: mosaico completo dei fotogrammi elaborati;
  • DEM: modello digitale delle elevazioni.

Il rilievo viene effettuato utilizzando punti “marker” rilevati con la nostra stazione di terra totale Topcon, o con il nostro Matrice 210 RTK nel caso sia difficoltosa od impossibile la posa degli stessi.

  • Indagini termografiche con droni:

    La termografia è una tecnica di analisi non distruttiva che si basa sull’acquisizione di immagini nell’ infrarosso, ovvero sfrutta la capacità di alcuni dispositivi di rivelare l’intensità della radiazione nella zona termica dello spettro elettromagnetico. Nell’approssimazione che un corpo reale sia un perfetto corpo nero, cioè un perfetto emettitore di radiazione è possibile dedurre la sua temperatura dalla misura della radiazione emessa.

    Nella diagnostica edile la termografia è tra le metodiche non distruttive maggiormente utilizzate, infatti tutti gli edifici sono soggetti a degrado a causa dell’invecchiamento dei materiali e della prolungata mancanza di manutenzione.

    La termografia a infrarosso è recentemente entrata a far parte anche tra le tecniche di telerilevamento per l’analisi delle condizioni di stabilità degli ammassi rocciosi. Tale applicazione, ancora sulla frontiera della ricerca, consente di studiare il comportamento termico degli ammassi rocciosi, con l’obiettivo di individuare ed analizzare eventuali nessi di causa/effetto tra anomalie termiche superficiali e fenomeni di instabilità.

    Recenti casi di studio hanno dimostrato che, in abbinamento con altre tecniche di telerilevamento(Interferometria SAR Terrestre, Laser Scanner Terrestre e Fotogrammetria), è in grado di fornire informazioni utili per la mappatura delle zone maggiormente predisposte a fenomeni di crollo e, di conseguenza, per la zonazione delle priorità di intervento per la mitigazione del rischio.

    Inoltre è possibile utilizzare rilievi termografici per la determinazione del livello di saturazione dei terreni superficiali ai fini della migliore definizione della vulnerabilità idraulica e geomorfologica.

    In agricoltura di precisione le misure termometriche hanno vasto impiego per l’identificazione dello stato di salute delle piante e per la corretta irrigazione in modo da pianificare programmi di intervento mirati.

    GeoloGIS dispone per le riprese termografiche con droni della camera Optris PI LightWeight che pesa solo 350 grammi e con un range di temperatura compreso tra – 20 °C e 900 °C e di una Zenmuse XT2 con doppio obbiettivo (ottico e termografico), equipaggiata sul drone Matrice 210 RTK.